Assumi uno o più farmaci e non sai se puoi riavere denti fissi con l’implantologia dentale? Temi che la pressione alta possa interferire con l’intervento chirurgico? Sei nel posto giusto perché in questa sezione scopriremo le più importanti controindicazioni all’implantologia.


Indice:

Cos'è una controindicazione

Il termine controindicazione indica la presenza di uno o più fattori che sconsigliano una specifica terapia.

In implantologia ci si riferisce a farmaci, patologie o abitudini viziate che possono interferire con l’intervento chirurgico o mettere a rischio la stabilità degli impianti nell’osso. In entrambi i casi, si tratta di fattori che sono  collegati alla salute del paziente.

Per questo, in presenza di specifiche condizioni, è importante che il tuo quadro clinico sia valutato con attenzione da un esperto odontoiatra.

Sebbene i benefici siano innumerevoli, non bisogna dimenticare che si tratta pur sempre di un intervento chirurgico e che come tale va programmato con estrema attenzione.

pastiglie

La tua programmazione può iniziare qui, cercando di capire con una guida intuitiva se sono presenti ostacoli al trattamento implantare.


Attenzione: questa guida non può assolutamente sostituire il parere di un odontoiatra il quale, al termine di una visita diretta, potrebbe ritenere trattabile un soggetto con controindicazioni e viceversa.


Classificazione delle controindicazioni

Le controindicazioni all’implantologia dentale si classificano schematicamente in assolute e relative:

  • le assolute raggruppano tutti quei farmaci o patologie che conferiscono all’intervento più rischi che benefici. In sostanza, mancano del tutto le circostanze ragionevoli per mettere l’impianto;
  • le relative prevedono che il paziente sia maggiormente esposto a complicanze, ma entro certi limiti è pur sempre possibile eseguire la terapia.

In aggiunta, è possibile distinguere le controindicazioni in “generali” e “locali” a seconda che si riferiscano allo stato di salute generale del paziente o della sua bocca.

Analizziamo diversi farmaci e patologie che possono essere considerati delle controindicazioni all’implantologia per comprendere se il tuo stato di salute è compatibile con la chirurgia implantare.

Patologie cardiovascolari e implantologia

Oggigiorno i problemi cardiovascolari sono sempre più frequenti. In molti assumono la cardioaspirina o soffrono di pressione alta.

Spesso queste patologie condizionano la nostra quotidianità. Ma influenzano anche l’intervento di implantologia?

 

1. Pazienti con aritmie

Per definizione, l’aritmia è un’alterazione del ritmo cardiaco. Nella maggior parte dei casi si tratta di quadri benigni, come ad esempio delle normali palpitazioni nei periodi di stress.

In altri casi, al contrario, la patologia è ben più seria e prima di procedere con l’impianto dentale occorre chiedere un consulto al proprio cardiologo.

 

2. Paziente con problemi alle valvole cardiache

Se hai problemi non curati alle valvole cardiache, per una questione di priorità dovresti innanzitutto risolvere questo aspetto.

Se invece li hai avuti in passato e possiedi una protesi valvolare, hai subito un’endocardite batterica oppure sei affetto da cardiopatie congenite, normalmente è consigliata l’assunzione 1 ora prima dell’intervento di un antibiotico, proseguendo se necessario nel post-operatorio.

Naturalmente occorre che questa misura preventiva sia prescritta dall’implantologo, senza ricorrere al fai-da-te.

 

3. Pazienti con angina o post-infartuati

Alcuni pazienti lamentano di soffrire di “angina”. Si tratta di piccoli episodi transitori in cui il cuore riceve meno ossigeno e nutrienti, provocando dolore sotto sforzo o a riposo.

Esistono due forme di angina: stabile e instabile.

L’angina stabile è caratterizzata dall’insorgenza di dolore toracico dopo uno sforzo fisico o uno stress emozionale. In questo caso l’intervento di implantologia non rappresenta una controindicazione, ma occorre sempre interfacciarsi con il proprio medico.

Nel caso dell’angina instabile, invece, la stessa sintomatologia si manifesta anche a riposo, magari sul divano guardando la tv o seduti su una sedia. In questo caso i pazienti non devono essere sottoposti a terapie odontoiatriche, se non previo colloquio con il cardiologo.

infarto e impianti

Se al contrario hai subito un infarto del miocardio, le linee guida sui problemi cardiovascolari suggeriscono che l’impianto andrebbe inserito non prima di 6 mesi dopo l’episodio infartuale.

 

4. Paziente che assume anticoagulanti o antiaggreganti

Se la assumi quotidianamente, la cardioaspirina non va sospesa.

In caso di terapia anticoagulante come quella con il coumadin, invece, lo specialista potrebbe richiedere il consulto cardiologico.

A tal proposito, se i valori di INR sono inferiori a 3, l’intervento può essere eseguito senza alcuna sospensione.

Per procedure più estese o con INR superiore a 3, bisognerebbe ricorrere alla cosiddetta terapia ponte: si sostituisce il coumadin con l’eparina da 5 giorni fino a 12 ore dall’intervento per poi riprenderla dopo 12 ore. Così facendo, l’INR raggiungerà valori idonei.

 

5. Paziente con pressione alta

I pazienti affetti da pressione alta sanno bene che lo stato ipertensivo si basa su valori pressori superiori a 140/90 mm/Hg, ove 140 è la massima e 90 e la minima.

Se sei iperteso non ci sono controindicazioni all’impianto dentale. Sarà compito dell’implantologo misurare la pressione prima dell’intervento e fare in modo che la seduta non risulti pesante o stressante.

ipertensione e impianti

Soffri di una tra queste patologie?

Fumo, alcool e allergie in implantologia

Alcune abitudini viziate rappresentano invece delle controindicazioni da non sottovalutare.
In particolare, il  fumo di sigaretta condiziona negativamente la guarigione dei tessuti dopo l’intervento. Questo significa che l’inserimento di impianti in fumatori:

  1. aumenta il rischio di fallimento implantare;
  2. predispone a infezioni post-operatorie;
  3. può determinare una maggior perdita di osso.

L’alcool di per sè non rappresenta una controindicazione ma può predisporre ad altre condizioni quali l’atrofia della mucosa e il cancro del cavo orale.

La presenza di eventuali allergie, invece, non pregiudica l’intervento. Difatti, non costituiscono una controindicazione all’impianto ma è essenziale comunicarle al chirurgo, il quale potrà richiedere maggiori accertamenti e adottare le opportune precauzioni.

Non sai se puoi curarti con gli impianti?



Diabete e impianti dentali

Il diabete è una patologia del metabolismo che si traduce nell’iperglicemia.

Qualora sia possibile mantenere i parametri sotto controllo, è generalmente possibile eseguire l’implantologia senza alcun rischio. I pazienti con il diabete compensato sono infatti considerati al pari di quelli sani.

Quando invece non è possibile controllare i valori glicemici in modo appropriato si parla di diabete scompensato.
Il diabete non controllato rappresenta una controindicazione e, generalmente, non ci si può sottoporre a intervento di implantologia.



Altre patologie in implantologia

È molto importante sapere che non puoi ricorrere al trattamento implantare in caso di:

  • gravidanza;
  • trapianto da meno di 6 mesi;
  • gravi malattie neurologiche;
  • disturbi mentali;
  • gravi compromissioni del sistema immunitario;
  • chemioterapia in atto;
  • radioterapia alla testa o al collo in atto.

In caso invece di dialisi, l’impianto può essere inserito a patto che la seduta odontoiatrica sia eseguita il giorno immediatamente successivo a quella di dialisi.

Invece, a differenza di quanto si creda, l’osteoporosi non viene considerata una controindicazione assoluta all’implantologia, a patto che per curarla non si ricorra all’uso di bifosfonati.

Fatta salva quest’eccezione, sarà il chirurgo ad individuare le aree dell’osso in cui è possibile garantire un’ottima stabilità agli impianti.


Età e impianti dentali

Tutti noi siamo abituati all’idea della dentiera associata agli anziani. Spesso si pensa erroneamente che i denti fissi, e quindi gli impianti, li possano mettere soltanto i giovani adulti; in realtà non è così.

Difatti, in linea di massima, l’età non è una controindicazione all’implantologia, a patto che il paziente abbia ultimato la crescita. Un’età precisa a partire dalla quale sia possibile inserire gli impianti non è un dato certo, dal momento che ognuno di noi completa la crescita in tempi variabili. Grossomodo si aggira intorno ai 16-18 anni.famiglia con impianti

Inserire un impianto in un bambino equivale a creare un serio problema estetico: a crescita ultimata la gengiva e l’osso che circondano l’impianto saranno posti ad un’altezza differente rispetto a quelli presenti attorno ai denti naturali.

Pertanto, l’implantologia non è idonea per bambini e adolescenti ma, in presenza di un buon quadro clinico, è consigliata ad anziani di qualunque età.

In aggiunta, non solo l’età avanzata non rappresenta una controindicazione, ma la protesi fissa è persino consigliabile: oltre a distendere le rughe del viso e a conferire un aspetto più giovane, migliora la masticazione e quindi la digestione e la qualità della vita.

Ti hanno detto che non hai osso per gli impianti?

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